Sabato 16 dicembre 2017

» Home > Il Territorio > I Luoghi di Culto

I Luoghi di Culto

Mappa storica dei luoghi di culto.

S. Pietro in Cuppis

Storia.

Il primo documento a data certa in cui si fa accenno all'abbazia di S. Pietro in Cuppis di Ischitella è del 1058. Si tratta di un documento in cui papa Stefano IX cita la cella di S. Pietro di Ischitella tra le dipendenze dell'abbazia di Calena, che in quell'anno passa sotto la sua protezione.

Nel corso dei secoli viene ritrovata in altri documenti, spesso con nomi diversi come S. Pietro Criptae Novae (Papa Alessandro III nel 1177), S. Pietro Opineae Novae ( nel 1225 in un atto di donazione a favore dell'abbazia di Pulsano).

Il 6 gennaio 1676 il ventisettenne arcivescovo di Siponto, cardinale Vincenzo Maria Orsini, futuro papa Benedetto XIII, in visita pastorale a Ischitella, battezzò una campana per la Badia di S. Pietro in Cuppis.

Nel 1774 l'abbazia era ancora consacrata, viene infatti citata in un documento in cui la si pone sotto al diretta gestione del vescovo di Manfredonia.

Architettura.

L'abbazia di S. Pietro in Cuppis è costituita da un'unica navata che presenta una rara soluzione, altrimenti frequente nelle chiese di culto ortodosso. Infatti la classica separazione tra Presbiterio e area destinata ai fedeli è ralizzata con un'iconostasi a tre porte (Iconostasi dal greco eikonostasion, eidonostasis, posto delle immagini, da eikon, immagine, e histemi posto - per approfondimenti vedi Wikipedia).

Oggi possiamo soltanto immaginare la ricchezza degli affreschi dell'abbazia, così come gli altri elementi architettonici che l'arricchivano, come lo stemma della famiglia Gentile che sormontava la chiave di volta della porta principale dell'abbazia, recentemente trafugato da ignoti.

Lo stato di abbandono e l'incuria per un monumento così unico destano indignazione.

(fonte: Maria Teresa Raunzino, Domenico Sergio Antonacci, Wikipedia)

  • S. Pietro in Cuppis

    L'immagine evidenzia la presenza dell'iconostasi, raro elemento architettonico nelle chiese occidentali.

    (foto: Domenico Sergio Antonacci)

  • (foto: Domenico Sergio Antonacci)

  • (foto: Gianluca Gianbattista)

Chiesa del Purgatorio

La sua costruzione è certamente successiva al 1678. Infatti nessun accenno ad essa viene fatta nel diario pur dettagliato della visita pastorale del Cardinale Orsini del 1678, anzi è chiaramente precisato che "intra moenia" ci sono due chiese, la partrocchiale S. Maria Maggiore, e S. Eustachio, oggi sconsacrata.

Realizzata su iniziativa di alcuni nobili di Ischitella ed appoggiati dalla popolazione, fortemente devota alle Anime Sante del Purgatorio. Al fine di realizzare una chiesa di dimensioni adeguate al culto ed accessibile dall'interno del centro abitato, si è realizzata una struttura prominente verso l'esterno della cinta muraria. Questo testimonia anche che la stessa cinta muraria nel '600 aveva perso la sua importanza strategica dal punto di vista difensivo.

La chiesa è costituita da una navata unica la cui copertura è realizzata con un controsoffitto a volta che nasconde le capriate in legno. Il Prebiterio è separato dall'area destinata ai fedeli da una balaustra marmorea con cancelletto in ferro, alla moda preconcilare. L'Altare Maggiore dedicato alle Anime Sante del Purgatorio, è sovrastato da un dipinto dedicato alla Madonna della Mercede, realizzato a fine '600  dal pittore di scuola napoletana Gennaro Abate.

Sui lati troviamo due altari, uno dedicato a S. Alfonso Vescovo e l'altro a Maria Santissima.

Il coro, realizzato in legno, ospita un delizioso organo a canne del '700, restaurato nel 1962, ma oggi in pessimo stato in quanto colpito dal distacco di parte del controsoffitto avvenuto a causa del terremoto del 1995.

A causa dei danni inflitti da tale terremo, la chiesa è chiusa al culto ed inaccessibile per motivi di sicurezza.

(Fonte: Maria Teresa Raunzino, Gaetano Ventrella)

  • Chiesa del Purgatorio





    (foto: Rita Lesoeur Zanzarelli)

  • Chiesa del Purgatorio

    Altare maggiore.

  • Chiesa del Purgatorio

    Madonna della Mercede di fine '600.
    Il dipinto realizzato dal pittore di scuola napoletana Gennaro Abate.


    (foto: Gaetano Ventrella)

  • Chiesa del Purgatorio

    Ingresso sovrastato dal coro con organo a canne del '700 e catena che aziona l'unica campana presente nel piccolo campanile a vela.


    (foto: Gaetano Ventrella)

  • Chiesa del Purgatorio

    Particolare dell'organo a canne.


    (foto: Gaetano Ventrella)

  • Particolare dei danni subiti dall'organo a causa del terremoto del 1995.


    (foto: Gaetano Ventrella)

  • Chiesa del Purgatorio

    Lato meridionale visto da fuori le mura.

  • Chiesa del Purgatorio

    Altare Maggiore

    (foto: Gianluca Giambattista)

  • Chiesa del Purgatorio

    Altare dell'Addolorata

    (foto: Gianluca Giambattista)

  • Chiesa del Purgatorio

    S. Alfonso

    (foto: Gianluca Giambattista)

Crocifisso di Varano - SS. Annunziata

  • Crocifisso di Varano

    La chiesa.

    (foto: Gianluca Giambattista)

  • Crocifisso di Varano

    Antico dipinto della Santissima Annunziata.


    (foto: Gianluca Giambattista)

Madonna Delle Grazie

  • Madonna delle Grazie

    Evidente stato di degrado della chiesa in una foto scattata dall'esterno.

    (foto: Gianluca Giambattista)

S. Rocco

  • S. Rocco

    La chiesa in una foto scattata dall'esterno.


    (foto: Gianluca Giambattista)

S. Maria Maggiore - Chiesa Madre

  • Chiesa Madre

    Campanile.


    (foto: Gianluca Giambattista)

S. Eustachio - S. Michele


Chiesa di S. Eustachio




(foto: Lucia Annese)

Chiesa di S. Eustachio

Tela di San Gennaro realizzata da Gennaro Abbate, datata 1723.


(foto: Gianluca Ginbattista)

Chiesa di S. Eustachio

Tela raffigurante San Vincenzo, realizzata da Gennaro Abbate.


(foto: Gianluca Ginbattista)

Grotta della Madonna


San Francesco


Chiesa di San Francesco

Albero di S. Francesco.


(foto: Lucia Annese)

impresaweb.comInfo CookiesDisclaimer

Il sito ischitella.net si avvale di cookie, utili per ottimizzare la navigazione ed essenziali per alcune sezioni del sito.
Utilizzando il sito senza modificare le impostazioni del browser, si acconsente alla ricezione dei nostri cookie.

Close
^